• Speciale Stampa 3D: l’arte della precisione (in cucina)
    Jun 25 2026

    Questa sera vi portiamo al Centro alimenti e nutrizione del CREA, per parlare di stampa in 3D degli alimenti. Nel settore dell’industria alimentare e delle preparazioni gastronomiche, la stampa 3D apre nuove possibilità creative e un controllo di precisione sui valori nutrizionali e sulle consistenze che permette di rispondere a molte esigenze speciali: dallo sportivo, a chi soffre di disturbi della deglutizione. Inoltre può valorizzare alcuni sottoprodotti alimentari di alto valore nutrizionale, che senza soluzioni innovative sono destinati a diventare scarti. Tutto dipende dagli “inchiostri”: così vengono chiamati in gergo i preparati che la stampante deposita. Ce lo racconta Valeria Turfani, prima ricercatrice del Centro alimenti e nutrizione del CREA.

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  • Speciale Stampa 3D: l’arte della leggerezza
    Jun 24 2026

    Due puntate per chiudere il nostro viaggio a tappe nel mondo dei materiali per la stampa 3D, a qualche anno dal momento di hype, in cui pareva che la stampa 3D avrebbe sostituito tutto. Prevedibilmente non è quello che è successo, e tuttavia le tecnologie additive sono ormai entrate a pieno titolo nei processi industriali. Il loro successo dipende in larga parte anche dallo sviluppo dei materiali da stampa. E dopo aver parlato di materiali per la stampa 3D in metallo e in ceramica, parliamo di materiali compositi, i più noti dei quali sono la fibra di vetro e la fibra di carbonio. Ancora una volta cerchiamo di capire qualcosa di più di questi materiali e di come vengono prodotti e utilizzati. Ma la parola chiave è "leggerezza". Ne parliamo con Massimo Messori, professore di Scienza e Tecnologia dei Materiali al Politecnico di Torino e cofounder della startup MAT3D.

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  • Progetto H-DUAL: un mix di idrogeno e biocombustibili per decarbonizzare gli autotrasporti pesanti
    Jun 23 2026

    Torniamo sul difficile percorso di decarbonizzazione degli autotrasporti pesanti, per parlare del progetto H-DUAL, il cui obiettivo è sperimentare una tecnologia dual-fuel che integra idrogeno e Hydrotreated Vegetable Oil (HVO), un biocombustibile con caratteristiche del tutto analoghe al diesel. Il Politecnico di Milano ha svolto le prime simulazioni e i risultati sono molto incoraggianti: fino al 30% del combustibile liquido può essere sostituito da idrogeno senza modifiche al motore, abbattendo emissioni inquinanti e di CO2. E lavorandoci, si può fare anche di meglio. Ce ne parla Tommaso Lucchini, professore di Motori a Combustione Interna del Politecnico di Milano.

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  • Dal laboratorio alla pedana: verso nuovi materiali per la scherma
    Jun 22 2026

    Si chiama acciaio maraging: è una lega di ferro, cobalto nichel e molibdeno, e costa una fortuna. Lo si trova nel mondo dell’aeronautica e dei motori, nelle migliori mazze da golf e nelle spade da scherma. In questa puntata andiamo a Pisa per parlare di una collaborazione tra l’ateneo Pisano e la Federazione Italiana di scherma, per sviluppare attività di ricerca nel settore dei materiali e delle attrezzature schermistiche con l’obiettivo, soprattutto, di rendere più accessibile questo sport, trovando alternative più economiche alle attuali senza sacrificare prestazioni e la sicurezza. E se possibile, migliorandole. Ne parliamo con Renzo Valentini, professore di Metallurgia all’Università di Pisa.

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  • Displaid: da Politecnico e MIT un sistema di monitoraggio per ponti che si installa in poche ore
    Dec 23 2025

    Il crollo del Ponte Morandi ha acceso l'attenzione sulla possibilità di dotare le grandi infrastrutture di sistemi di monitoraggio in tempo reale, che possano monitorarne lo stato di salute e segnalare eventuali problemi con largo anticipo, ben prima che possano verificarsi cedimenti catastrofici. Le cose stanno ora cambiando, complice anche lo sviluppo, negli ultimi anni, di nuove soluzioni che permettono di dotare le infrastrutture di sensori in modo agile. Molte delle soluzioni che esistevano fino a solo pochi anni fa, infatti, erano lunghe e complesse da installare. Oggi, possiamo dire che non ci sono più scuse. Un esempio ci è offerto dalla start-up Displaid, che ha da poco chiuso un round di finanziamento da 1,2 milioni di euro. Nata da esperienze fatte tra Politecnico di Milano e MIT di Boston, ha sviluppato un sistema di sensori che può essere installato in poche ore senza nemmeno fermare il traffico. Ne parliamo con Lorenzo Benedetti, Founder e Ceo di Displaid.

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  • Una chiave di volta per riciclare il calcestruzzo
    Jun 18 2026

    Il riciclo dei materiali da demolizione, in particolare delle macerie di calcestruzzo, promette meno rifiuti in discarica, meno cave, meno trasporti pesanti. Ma la semplice sostituzione dei materiali vergini con materiali da demolizione non è automatica: non si può semplicemente rifare una trave con le macerie di una trave; non mantenendo le prestazioni inalterate. Ma un gruppo di ricercatori di Milano e Cagliari ha messo a punto un nuovo componente edilizio, basato su un approccio alternativo al classico cemento armato con tondini, che permette di integrare macerie a volontà senza compromettere le prestazioni, e anzi migliorandole. Tutto dipende dal particolare design del componente, che trasforma le caratteristiche peculiari del materiale da demolizione in un vantaggio anziché un limite. Ne parliamo con Flavio Stochino, professore di Tecnica delle Costruzioni dell’Università di Cagliari.

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  • Edilizia Off-Site in Italia: molte frontiere ancora da esplorare
    Jun 16 2026

    Torniamo a parlare di Edilizia Off-Site, un approccio industriale alle ristrutturazioni edilizie, che fa largo uso di componenti di involucro prefabbricati e preassemblati. Finora poco sviluppato in Italia, questo approccio trova oggi un'opportunità nel progetto Officio, coordinato dall’ENEA, che ha mappato 116 aziende operanti sul territorio italiano coinvolte nella produzione e commercializzazione di 541 diversi sistemi e componenti per l'isolamento e riqualificazione degli edifici, riconducibili al concetto di edilizia off-site. Cresce anche il numero di casi applicativi, ma restano ancora frontiere poco esplorate anche dei nuovi impianti. Ne parliamo con Miriam Benedetti, prima ricercatrice ENEA.

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  • Edilizia Off-Site in Italia: ecco la prima mappa della filiera
    Jun 15 2026

    Parliamo del progetto Officio, che ha svolto la prima mappatura delle filiere dell’edilizia Off-Site in Italia, uno dei più importanti trend di innovazione emersi nell’ultimo decennio nel settore delle costruzioni. Si tratta del tentativo di applicare un approccio industriale alle riqualificazioni edilizie, spostando buona parte delle lavorazioni dal cantiere a una fabbrica, dove intere sezioni del nuovo involucro vengono pre-assemblate per poi essere “agganciate” all’edificio una volta in cantiere. Il lavoro, condotto insieme al Politecnico di Milano e all’Università di Bologna, ha portato a identificare sia le principali imprese attive a vario titolo in questo ambito, sia le principali soluzioni tecnologiche offerte e prodotte. L’approccio Off-Site punta a standardizzare i processi, certificare le prestazioni, migliorare la sicurezza e a ridurre costi e tempi. Ne parliamo con Miriam Benedetti, prima ricercatrice ENEA.

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