Prove di libertà
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Nel primo episodio di “Mi chiamo Cristina” incontriamo subito la nostra protagonista, mentre è in fuga verso la Francia. Ma cosa l’ha costretta a scappare senza soldi, senza passaporto e senza affetti? Per scoprirlo torniamo alla sua infanzia, insieme al nostro consulente scientifico, Sandro Fortunati, alla morte del padre, discendente della gloriosa e facoltosa stirpe dei Trivulzio, presto sostituito da un patrigno che sarà per lei punto di riferimento e che le farà scoprire le attività della Carboneria, come ci racconta il giornalista e storico Paolo Mieli. Cristina si sposa con il Principe di Belgiojoso diventando così principessa, ma a causa dei tradimenti del marito nel giro di poco decide di separarsi, mettendo così in atto la sua prima ribellione, come ci sottolinea l’autrice e scrittrice Lia Celi, che verrà presto seguita da una seconda, che le costerà la persecuzione della polizia austriaca e l’esilio: l’adesione ai movimenti di liberazione.