Intelligenza artificiale, diritto e... Coralli!
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L’intelligenza artificiale entra nei tribunali: a Firenze, un avvocato ha citato sentenze inesistenti in una memoria difensiva, generata tramite ChatGPT. Le sentenze inventate riguardavano temi di contraffazione, ma risultavano prive di fondamento. I giudici hanno coniato il termine "allucinazioni di intelligenza artificiale" per descrivere il fenomeno per cui l'IA produce risultati falsi ma verosimili, confermandoli anche a seguito di ulteriori interrogazioni. Il tribunale ha respinto la richiesta di condanna per lite temeraria, ritenendo che l'errore non fosse doloso né finalizzato a influenzare il giudizio. Ne Parliamo con l’avvocato Giampiero Falasca, giuslavorista ed esperto per Il Sole 24 ORE di questo particolare caso e dell’applicazione dell’IA nel diritto e nelle attività professionali.