Episodes

  • STORIA MODERNA 59: L'ETA' DEL RE SOLE, I PAESI BASSI (1648-1688)
    Jul 6 2026
    Nel cuore dell’Europa del Seicento, una piccola repubblica affacciata sul Mare del Nord sfidava imperi, regni e monarchie assolute con la sola forza del commercio, della finanza e della libertà. Questa lezione racconta l’ascesa, l’apogeo e le prime crepe della Repubblica delle Province Unite, i Paesi Bassi indipendenti dopo la Pace di Vestfalia del 1648. È la storia di un miracolo economico fondato su navi, libri e tolleranza; di un laboratorio politico in cui il potere era diffuso, la religione pluralista, la stampa libera. Ma è anche il racconto di un sistema fragile, esposto alle pressioni di un mondo che cambia: la concorrenza inglese, l’ambizione francese, il peso insostenibile della guerra e delle tensioni interne. Seguiremo passo dopo passo le guerre anglo-olandesi, l’anno tragico del 1672, l’ascesa di Guglielmo III d’Orange e le dinamiche che portarono questa piccola repubblica a incidere sul destino dell’Europa intera, fino alle soglie della Gloriosa Rivoluzione inglese. Una lezione di storia, ma anche una riflessione sulla modernità politica, sul capitalismo nascente e sui limiti del potere mercantile.
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    1 hr and 23 mins
  • STORIA MODERNA 58: L'ETA' DEL RE SOLE, LA PACE ARMATA (1679-1688)
    Jul 6 2026
    Questa quarta lezione del ciclo dedicato alla Francia sotto Luigi XIV affronta un decennio di pace solo apparente, in cui la monarchia francese raffina tutti i suoi strumenti di dominio interno ed esterno. Uscito vittorioso dalla Guerra d’Olanda e dalla pace di Nimega, Luigi XIV si presenta come arbitro d’Europa, ma dietro l’immagine regale del monarca trionfante si cela una politica di espansione sistematica e incruenta, condotta attraverso il meccanismo delle Chambres de Réunion: corti giuridiche create per rivendicare territori “naturalmente annessi” alla corona. Sul piano interno, il decennio è segnato dal culmine dell’assolutismo barocco: il re accentra ogni funzione decisionale, isola la nobiltà nella sfera cerimoniale di Versailles, rafforza la centralizzazione fiscale e razionalizza gli strumenti di governo. L’intento è duplice: garantire l’ordine e consolidare l’immagine sacralizzata del sovrano. La seconda metà della lezione è dedicata alla questione religiosa, con l’inasprimento della pressione contro i protestanti: prima con le conversioni forzate e le famigerate dragonnades, poi con l’evento simbolico della revoca dell’Editto di Nantes (1685), che segna la fine della tolleranza legale in Francia. Analizziamo le motivazioni politiche, ideologiche e strategiche di questa scelta, così come le sue conseguenze sociali e internazionali: emigrazione degli ugonotti, condanna dell’opinione pubblica europea e incrinatura dell’immagine universalistica della monarchia cristiana francese. La lezione si conclude con l’atmosfera tesa che precede il grande conflitto successivo: la Francia ha raggiunto il suo apice territoriale e istituzionale, ma il sistema europeo comincia a organizzarsi per contenerne la forza. L’epoca della pace inquieta volge al termine: all’orizzonte si profila la Guerra della Lega d’Augusta.
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    1 hr and 3 mins
  • STORIA MODERNA 57: L'ETA' DEL RE SOLE, L'EGEMONIA EFFIMERA E LA PACE DI NIMEGA (1674-1678)
    Jul 6 2026
    In questa terza lezione dedicata al regno di Luigi XIV, seguiamo la fase finale della Guerra d’Olanda, a partire dal 1674, anno in cui il conflitto si trasforma in una lunga guerra di logoramento. Al centro della narrazione vi sono le campagne militari su più fronti – nei Paesi Bassi, sul Reno, in Alsazia, in Franca Contea – e il ruolo crescente della diplomazia francese nella gestione del conflitto. Analizziamo le difficoltà incontrate da Luigi XIV nel mantenere l’iniziativa, l’evoluzione delle coalizioni europee, l’azione dei ministri Louvois e Pomponne, e l’uso della guerra come strumento politico. Un'attenzione particolare è riservata alla pace di Nimega (1678–1679), con cui la Francia ottiene significativi guadagni territoriali e consolida la propria egemonia sul continente. La lezione mostra come, tra battaglie e trattative, Luigi XIV si imponga come protagonista assoluto della diplomazia europea.
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    1 hr and 4 mins
  • VITE PARALLELE 2: PERICLE E DE GAULLE
    Jul 6 2026
    In questo episodio di Vite parallele mettiamo a confronto due figure lontanissime eppure unite da una stessa domanda politica: che cosa succede quando una democrazia comincia a riconoscersi in un uomo forte?Da una parte Pericle, il grande protagonista dell’Atene del V secolo a.C., simbolo della democrazia ateniese ma anche suo problema vivente: aristocratico, ricco, potente, rieletto per anni stratego, capace di guidare la città fino a diventare, secondo Tucidide, il “primo uomo” di una democrazia che formalmente restava governo del popolo. Con lui Atene raggiunge il massimo splendore culturale e politico, ma consolida anche il proprio impero marittimo, usa il tributo degli alleati, reprime le città ribelli e porta dentro la democrazia il fascino inquietante della leadership personale.Dall’altra Charles de Gaulle, il generale del 18 giugno 1940, l’uomo della Francia libera, il fondatore della Quinta Repubblica. De Gaulle salva l’onore francese nella sconfitta, torna al potere nella crisi del 1958, chiude la guerra d’Algeria e costruisce una Repubblica più stabile, ma anche più verticale, presidenziale, plebiscitaria, raccolta attorno alla figura del capo dello Stato.Pericle e De Gaulle non sono dittatori. Proprio per questo sono più interessanti. Entrambi agiscono dentro forme democratiche o repubblicane. Entrambi parlano in nome del popolo. Entrambi trasformano una crisi in una nuova concentrazione del potere. Entrambi mostrano che la democrazia può essere minacciata non solo da chi la abbatte dall’esterno, ma anche da chi la incarna troppo bene dall’interno.Questa non è una puntata sul “grande uomo” come salvatore. È una puntata sul prezzo della grandezza politica: gli alleati dell’impero ateniese, i contadini chiusi nelle Lunghe Mura, gli esclusi dalla cittadinanza, i colonizzati algerini, i soldati, gli harkis, i manifestanti repressi, i parlamenti ridimensionati, tutti coloro che restano ai margini del racconto monumentale.Pericle e De Gaulle: la democrazia dell’uomo forte.
    Una puntata su libertà, impero, consenso, paura, grandezza nazionale e sulla domanda che ogni democrazia dovrebbe continuare a farsi: quando un popolo affida troppo a un solo volto, sta diventando più forte o sta cominciando a smettere di governarsi?
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    44 mins
  • VITE PARALLELE 1: SOCRATE E GRAMSCI
    Jul 1 2026
    Atene, 399 a.C. Socrate è davanti ai giudici della città. Non possiede eserciti, non guida fazioni armate, non ha ricchezze. Eppure Atene lo considera pericoloso.
    Roma, 1928. Antonio Gramsci viene condannato dal Tribunale speciale fascista. Anche lui non ha armi, non comanda truppe, non può rovesciare il regime con la forza. Il fascismo vuole colpire qualcosa di più profondo: la sua capacità di pensare, educare, organizzare.
    Il primo episodio di “Vite parallele” mette a confronto Socrate e Gramsci per interrogare una domanda ancora viva: perché il potere teme chi insegna a pensare?
    Due mondi lontanissimi — la polis ateniese e l’Italia fascista — si incontrano davanti allo stesso problema storico. Quando il pensiero resta solitario può essere tollerato. Quando diventa educazione, quando forma coscienze, quando insegna a dubitare dell’ordine esistente, allora diventa una minaccia. Socrate porta la domanda nella piazza. Gramsci porta la lotta politica dentro la cultura, la scuola, il giornale, il senso comune. Entrambi mostrano che il dominio non vive soltanto nelle leggi, nei tribunali o nella forza: vive anche nelle parole con cui una società insegna agli uomini a obbedire.
    Questa non è una puntata sul martirio individuale. È una puntata sul prezzo collettivo della libertà critica, sulla paura del potere davanti all’intelligenza, e sulla possibilità che una domanda sopravviva anche quando il corpo di chi l’ha posta viene sconfitto. Socrate beve la cicuta. Gramsci muore dopo anni di carcere.
    Ma il pensiero, quando viene consegnato agli altri, continua a camminare.
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    59 mins
  • STORIA MODERNA 55: L'ETA' DI LUIGI XIV LA COSTRUZIONE DEL POTERE (1661-1667)
    Jun 26 2026
    In questa prima lezione del ciclo dedicato all’età di Luigi XIV, esploriamo i primi sei anni del suo governo personale: dal 1661 al 1667. È il momento della svolta storica, quello in cui il giovane sovrano – appena ventiduenne – prende in mano le redini del regno alla morte del cardinale Mazarino. Da quel momento, il suo motto "L’État, c’est moi" non sarà più solo un simbolo, ma un programma politico. Racconteremo la costruzione dell’assolutismo francese passo dopo passo: la riforma dell’amministrazione centrale, la figura fondamentale di Colbert, il controllo sull’aristocrazia, la politica fiscale, la strategia di accentramento territoriale, e la visione di uno Stato moderno, razionale e autoritario. Attraverso citazioni originali, biografie dei protagonisti, fonti storiografiche autorevoli e uno stile narrativo appassionante, analizziamo il periodo 1661–1667 come il laboratorio dell’assolutismo europeo. Una lezione che non è solo storia, ma riflessione sul potere, sulla propaganda, sulla centralizzazione amministrativa e sulla nascita dello Stato moderno.
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    1 hr and 17 mins
  • STORIA MODERNA 56: L'ETA' DI LUIGI XIV IL SOGNO DELLA GUERRA LAMPO (1667-1674)
    Jun 26 2026
    Questa seconda lezione del ciclo dedicato alla Francia sotto Luigi XIV è interamente centrata sull’avvio della politica di espansione militare del Re Sole e sull’ambizione di trasformare la Francia nella potenza dominante dell’Europa moderna. Partendo dalla Guerra di Devoluzione (1667–1668) contro la Spagna per il controllo dei Paesi Bassi meridionali, esaminiamo la nascita della prima coalizione antifrancese e la risposta diplomatica europea. Il cuore della lezione è dedicato alla Guerra d’Olanda (1672–1678), ma con un focus preciso sulle fasi iniziali del conflitto (1672–1674): la travolgente offensiva francese, l’invasione delle Province Unite, la rapida ritirata olandese, il ruolo di Guglielmo III d’Orange e la formazione di una vasta coalizione internazionale contro Luigi XIV. La lezione si chiude nel 1674, anno in cui la guerra perde slancio offensivo e si trasforma in un conflitto di posizione e di logoramento, destinato a protrarsi per altri quattro anni. Analizziamo in dettaglio l’azione dei ministri e dei generali, le riforme militari volute da Le Tellier e Louvois, le manovre diplomatiche di Lionne e Pomponne, e le tensioni tra ambizione monarchica e realtà europea. Un passaggio chiave per comprendere la natura del potere francese in età barocca e la nascita del sistema di equilibrio continentale.
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    1 hr and 8 mins
  • STORIA MODERNA 54: STORIA DELL'AMERICA LATINA 1610-1660
    Jun 26 2026
    Tra il 1610 e il 1660, l’America Latina vive una fase decisiva della sua storia coloniale. In questa lezione esploriamo il consolidamento del dominio spagnolo e portoghese sul continente, tra riforme amministrative, militarizzazione dei territori e crescente controllo fiscale e religioso. L’Impero spagnolo riorganizza il governo dei viceré e delle audiencias, rafforza l’Inquisizione e reprime le rivolte indigene e creole. Il Portogallo, dopo la restaurazione del 1640, riafferma il proprio controllo sul Brasile, contrastando gli Olandesi e rilanciando l’economia schiavista. Ma sotto la superficie dell’ordine imperiale si agitano tensioni profonde: resistenze locali, crisi economiche, carestie, sincretismi religiosi e nuove forme di adattamento tra popolazioni europee, indigene e africane. Questa lezione mostra l’America Latina come spazio conteso, modellato dall’incontro-scontro di culture, dalla gestione imperiale delle risorse e dall’emergere di prime forme di identità locale. Un momento cruciale nella costruzione delle società coloniali moderne, sospese tra fedeltà alla Corona e spinta all’autonomia.
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    1 hr and 31 mins