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Se l’università è un labirinto: neurodivergenza e diritto allo studio

Se l’università è un labirinto: neurodivergenza e diritto allo studio

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ANSA - di Angela Gennaro. L’università è il tempo delle opportunità e del futuro. Per molte persone ma non per tutte: per chi convive con l'ADHD, l'autismo o altre neurodivergenze, il percorso accademico può trasformarsi in un vero e proprio labirinto burocratico e psicologico. "Giovanni" è un futuro ingegnere informatico di 28 anni che, dopo anni di burnout, insonnia e diversi cambi di ateneo, ha scoperto solo recentemente la propria unicità. Il suo racconto mette in luce un sistema educativo spesso troppo rigido, dove le difficoltà non risiedono nei contenuti dello studio, ma nella struttura stessa dell'istituzione: scadenze soffocanti, burocrazia complessa e la gestione simultanea di troppi carichi di lavoro. Il risultato può essere un blocco: negli studi e nella vita di tutti i giorni. Nonostante l'esistenza di leggi come la 17/99 e la 170/2010, condizioni come l'ADHD restano spesso in una "zona grigia" delle tutele universitarie, lasciando gli studenti alla mercé della sensibilità — o della violenta ostilità — del corpo docente più "volenteroso". Le voci di Francesca Mezzelani e Gaia Corciulo (AIFA APS) e del professor Luca Fanucci (CNUD) raccontano le nuove linee guida nazionali e l'urgenza di adottare un approccio di "Universal Design"L'obiettivo? Trasformare l'università in un luogo realmente democratico, capace di rendere il terreno fertile per chiunque garantendo gli strumenti necessari per "abitare" e attraversare aule e spazi di futuro. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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